Riforma pensioni, lavoratori precoci: Quota 41, previsto confronto con politici il 12 giugno


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La riforma delle pensioni è ormai in dirittura di arrivo, con i decreti attuativi in procinto di essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Nonostante questo restano molte le questioni irrisolte: tra i delusi dalla riforma delle pensioni risultano anche i lavoratori precoci, nonostante l’entrata in vigore della Quota 41 grazie all’approvazione, in extremis, del relativo decreto attuativo. La misura che consentirà, a partire da quest’anno, ai precoci di andare in pensione anticipata al raggiungimento dei 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica e senza penalizzazioni, è infatti molto diversa dalla Quota 41 richiesta a gran voce per mesi dai lavoratori precoci. La misura ora in vigore è riservata a una platea ristretta di beneficiari e, nello specifico, ai lavoratori precoci che si trovano in situazioni di difficoltà tassativamente determinate. I lavoratori precoci chiedevano invece che la Quota 41 venisse riconosciuta come diritto per tutti (e non privilegio di pochi) in considerazione del fatto che 41 anni di contributi dovrebbero risultare sufficienti per poter andare in pensione. La mobilitazione dei lavoratori precoci tuttavia non si arresta. Il prossimo importante appuntamento è fissato per il 12 giugno, giorno del confronto fissato dall’onorevole Walter Rizzetto per incontrare tutti coloro che sono stati danneggiati dalla Legge Fornero.


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