Pensioni precoci, ultime novità: spiragli per la Quota 41? Il punto della situazione


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Durante l’incontro tra sindacati e Governo del 23 giugno per discutere sulla prossima riforma delle pensioni è stato anche affrontato il tema dei lavoratori precoci. A dichiararlo sono stati i leader di Cgil, Cisl e Uil che hanno portato all’attenzione dell’esecutivo tutti i punti d’interesse, tra cui anche la Quota 41, pur riconoscendo che la soluzione è ancora lontana. I lavoratori precoci sono infatti quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare in giovane età e che, nonostante abbiano alle spalle diversi anni di contributi, in base a quanto predisposto dalla Legge Fornero non hanno i requisiti anagrafici necessari per accedere alla pensione di vecchiaia. L’approvazione della Quota 41 permetterebbe a questa categoria di lavoratori di accedere alla pensione al raggiungimento dei 41 anni di contributi versati. I sindacati, dunque, stanno cercando di lavorare all’approvazione della Quota 41. Il Governo al momento rimane fermo nell’intenzione di portare avanti l’Ape, una forma di pensione anticipata che si traduce in un prestito e dalla quale sono esclusi i precoci. Di seguito tutte le novità sui precoci dopo l’incontro di ieri e il punto della situazione sulla Quota 41.


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