Partita IVA 2015, regime dei minimi e forfettario: le possibili novità della Legge di Stabilità 2016


#1

La situazione dei titolari di Partita IVA in regime dei minimi e in nuovo regime forfettario è uno dei grandi aborti della precedente Legge di Stabilità: un provvedimento iniquo, che va a penalizzare una quantità sempre crescente di giovani che si affacciano sul mondo del lavoro, sul quale il premier, a pochi mesi dall’emanazione del provvedimento ha versato lacrime di coccodrillo molto poco credibili. Quello dei regimi agevolati per titolari di Partita IVA è, infatti, una modalità di regolamentazione del rapporto di lavoro che diventa ogni giorno più diffusa e che, almeno, al momento attuale, rischia di diventare estremamente penalizzante, per un numero sempre più elevato di giovani. Nella scorsa legge di Stabilità è stato, infatti, approvato il nuovo regime forfettario che eleva l’aliquota per l’imposizione fiscale dal 5% al 15% e, regime questo che, allo scattare del trencinquesimo anni di età, diventerà comunque obbligatorio anche per i vecchi titolari di Partita IVA in regime dei minimi che saranno obbligati a passare ad esso. Dopo le molteplici proteste dei contribuenti e delle associazioni di categoria, si è giunti a mettere una provvisoria toppa alla situazione lo scorso 23 Luglio, quando è stata emanata la risoluzione 67/E dell’Agenzia delle Entrate, con la quale l’amministrazione finanziaria estendeva la possibilità di accedere ancora al vecchio regime dei minimi all’intero 2015.


Questo è un argomento collegato all'originale su: https://www.money.it/Partita-IVA-2015-regime-dei-minimi-e-forfettario-le-possibili-novita-della