Art. 18 e flessibilità: i soliti specchietti per le allodole!


#1

Alla fine, ancora una volta e come se ce ne fosse bisogno, la discussione sulle misure economiche necessarie per uscire dalla crisi che ormai ci attanaglia da molto più che un lustro si è infine spostata verso il mercato del lavoro e la sua flessibilità; ed ancora una volta nel mirino è finito l’art. 18 della legge n°300 del 1970 meglio conosciuta come “Statuto dei Lavoratori”. Il detto articolo, senza perderci in particolari dettagli giuridici che non possono qui nemmeno essere minimamente abbozzati, già oggetto di modifica durante il governo Monti, non regolamentava precipuamente il licenziamento individuale vietandolo – come per lo più ritenuto – bensì imponeva in capo al datore di lavoro che avesse ingiustamente licenziato il lavoratore, dopo aver espletato con successo la procedura giuridica (propria di “legge speciale” e non generale quale è) prevista all’interno del testo stesso della legge, l’obbligo di reintegro. Cioè, ancora, non vietava il licenziamento ma obbligava al reintegro; che potrebbe sembrare la stessa cosa ma invece non è così. Nata come normativa nella fase della c.d. “emergenza” sarebbe diventata ora vetusta ed obsoleta e necessiterebbe di essere riscritta, riveduta e, molto probabilmente, per qualcuno andrebbe perfino abrogata in toto, magari con altre normative che riguardano la tutela del lavoro.


Questo è un argomento collegato all'originale su: https://www.money.it/Art-18-e-flessibilita-i-soliti